Attività principali dell’uva ursina


antisettico urinario

Impiego terapeutico dell’uva ursina

cistite acuta
cistite recidivante
uretrite
colibacillosi

Proprietà benefiche

L’Uva ursina può essere considerato un antisettico urinario assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un’infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie, in quanto è in grado di determinare un’azione antisettica, calmante lo stimolo continuo della minzione e il dolore.

Può essere prescritta in caso di cistite acuta, cistite cronica a flora batterica banale, nell’uretrite, nella colibacillosi.
Indicazioni interessanti, in ambito geriatrico, sono l’ipertrofia prostatica con componente infiammatoria ed infettiva e le cistiti da catetere.

Non sempre è infatti necessario intervenire con un trattamento antibiotico: la sola somministrazione di Uva ursina, associata ad una tisana a base di Camomilla, ad azione antispasmodica e antiflogistica, può rivelarsi risolutiva.

Se non si manifestano miglioramenti sintomatici marcati dopo una settimana di trattamento, allora si farà ricorso agli antibiotici.
Nella scelta e nell’uso si deve tenere conto del rapporto arbutina/tannino: l’Uva ursina è preferibile al Corbezzolo (Arbutus unedo L.).

La foglia di mirtillo rosso (Vaccinium vitis i.) contiene meno arbutina (da 5 al 7%) rispetto all’Uva ursina per cui occorrerà utilizzarne il 30% in più.

Forme farmaceutiche e posologia (dosaggio) della uva ursina:
Polvere: da 5 a 10 g al giorno (10 g = 400-700 mg di arbutina).
Estratto secco: 2 g al giorno.
Estratto fluido: 30 a 60 gocce tre volte al giorno per parecchi giorni (lg = 28 gocce).
Uva ursina T.M. 40 gocce, tre volte al dì.
Curiosità sulla uva ursina

Rabelais decantò le virtù terapeutiche della pianta che fu in grado di guarire Pantagruel: «Luy prit une pisse chaude qui le tourmenta fort, mais ses médicins le secoururent bien, avec force drogues diurétiques et luy firent pisser son malheur».
Dal latino Uva ursi, poiché gli orsi sono ghiotti dei suoi frutti.

Il frutto è acidulo, di sapore poco gradevole: viene prevalentemente impiegato per confezionare marmellate.
Tossicità ed effetti collaterali (controindicazioni) dell’uva ursina:

Secondo la monografia della Commissione E tedesca, la posologia giornaliera normalmente consigliata corrisponde all’ingestione di 400-840 mg/die di idrochinone: «sembra che la consumazione quotidiana di 300-500 mg di questo chinone non induca alterazioni ematiche ed urinarie osservabili.

Tuttavia in assenza di lavori specificatamente dedicati alla valutazione della tossicità (in particolare epatica) e della cancerogenicità della pianta e delle sue preparazioni, si impone una certa prudenza.

E del resto un atteggiamento prudente quello che induce, in Germania, a sconsigliare l’uso della pianta alle donne in gravidanza e ai bambini di meno di 12 anni e a limitare il trattamento ad una settima (non più di 5 trattamenti per anno senza consiglio
medico)»

Si ricorda, inoltre, che i tannini irritano la mucosa dello stomaco; ciò può provocare nausea e vomito. L’aggiunta, a preparazione avvenuta, di foglie di Menta, può contrastare tale effetto.

L’uso è sconsigliato, quindi, nei pazienti gastrosensibili, durante la gravidanza e l’allattamento, ed in pediatria.
Da evitare l’assunzione concomitante di sostanze o cibi che acidificano le urine (perdita delle proprietà antibatteriche).
È importante avvertire il paziente che l’assunzione della pianta provocherà la colorazione delle urine in bruno-verde (idrochinone).